Nel prossimo decennio a Milano prenderà forma una vera e propria rivoluzione di tipo urbanistico.

Essa riguarderà i Navigli e ben sette macro-aree attualmente occupate da linee ferroviarie, causando un impatto a livello sociale ed economico davvero notevole.

Infatti a differenza di altre operazioni di riqualificazione realizzata in passato (come ad esempio Porta Nuova e City Life), rivolta ad un utenza di fascia medio-alta, in questo caso il target di potenziali acquirenti ed inquilini comprende una fascia molto più allargata.

Inoltre Milano guadagnerà ben 600.000 metri quadri di spazi verdi, oltre piste ciclabili nuove e l’ultimazione della M4.

Alla data odierna, i 7 scali ferroviari (Farini, Romana, San Cristoforo, Genova, Lambrate, Greco, Rogoredo) occupano un’area complessiva pari ad 1.247.000 metri quadri.

Circa Il 65% di questa area sarà riqualificata in verde pubblico, tra cui la creazione di un parco di quasi 150.000 metri quadri a San Cristofaro.

L’area da destinare ad immobili sarà di 674.571 metri quadrati, di cui solo una parte sarà ad uso residenziale.

Il 44% di esso sarà destinato ad edilizia di tipo sociale. Si stima la realizzazione di ben 3.400 abitazioni: 2.600 destinati a social housing ed 800 a edilizia convenzionata.

Per quanto concerne le operazioni immobiliari, la più rilevante riguarda senza ombra di dubbio lo Scalo Farini, in quanto è quella di maggiori dimensioni e l’area in oggetto è stata acquistata da un importante fondo immobiliare (lo stesso che ha gestito lo sviluppo di Porta Nuova).

Oltre Scalo Farini, altre due operazioni di notevole rilievo riguardano Porta Genova (importante soprattutto per la posizione abbastanza centrale) e di Porta Romana.