La legislatura appena trascorsa, ha tentato invano di modificare il fisco catastale attraverso la realizzazione di una riforma.

Il progetto legislativo è nato con l’obiettivo di creare una vera e propria convergenza tra il fisco ed i reali valori di mercato immobiliare.

In realtà la riforma del catasto non si è completata positivamente, in quanto l’applicazione di nuove aliquote avrebbe senza dubbio creato un vero e proprio scompenso fiscale a livello immobiliare, con il rischio concreto di affossare un settore che solo oggi sembra iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel.

Infatti è risultata una vera e propria utopia la possibilità di lasciare invariato il gettito fiscale derivante dalla modifica delle rendite.

Oggi più che mai, alle porte di un ipotetico nuovo governo, rimane questo grosso punto interrogativo.

Infatti qualunque forza politica venga incaricata per formare il nuovo governo si troverà di fronte un vero e proprio bivio.

Da una lato lasciare tutto invariato, pur mantenendo una situazione di fortissimo squilibrio (nonchè sicuramente poco equo) e sicuramente non in linea con i valori attuali (in molti casi gli estimi corrispondono a valori di 30 anni fa).

Dall’altro lato inventare dei correttivi (alquanto complicati a dire il vero), che possano aggiornare a valori immobiliari maggiormente attinenti a quelli attuali ma al tempo stesso mantenere una certa sostenibilità degli stessi.

Un esempio lampante dello squilibrio attuale riguarda Via Monte Napoleone a Milano.

Infatti il valore di mercato per l’Agenzia delle Entrate, riguardante i negozi top, è pari ad un massimo di € 21.400 al metro quadro.

In realtà i valori di mercato commerciali per un locale commerciale in Via Monte Napoleone, può arrivare anche fino a 100.000 euro al metro quadrato.