Negli ultimi 10 anni in Italia, il numero dei negozi si è ridotto di 100.000 unità. I locali commerciali che risultano attualmente sfitti, secondo i dati emanati da Confesercenti, sono oltre 650 mila.

Statistiche che evidenziano la situazione disastrosa in cui vertono in Italia gli immobili ad uso terziario con rilevanti ripercussioni a livello socio-economico.

Infatti la presenza di negozi chiusi comporta non solo una minore occupazione, ma anche quartieri molto meno sicuri, frequentati e bui.

Allo scopo di poter dare una vera e propria sterzata al mercato immobiliare commerciale, la legge di Bilancio 2019, ha introdotto la possibilità di usufruire della cedolare secca anche per quanto riguarda le locazioni commerciali.

Essa consente l’applicazione della ritenuta forfettaria nella misura del 21% sul canone annuo per quanto riguarda l’Irpef, addizionali, imposta di bollo e di registro (come già avviene per le locazioni abitative).

Sono state poste in essere però alcune limitazioni. In primis le tempistiche di adozione, infatti, la cedolare si potrà applicare solo per i contratti stipulati nel 2019 escludendo le locazioni in essere alla data del 15 Ottobre 2018.

Inoltre, l’immobile oggetto della locazione non deve avere una superficie superiore a 600 metri quadri e deve avere come destinazione catastale la C/1, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta al suo interno dall’inquilino.

Infine è necessario che il locatore sia un soggetto Irpef ed esso non potrà chiedere l’adeguamento annuo ISTAT sul canone.

Mettendo in pratica l’applicazione della cedolare secca su un immobile ad uso commerciale a Milano, è possibile risparmiare mediamente 2.800 euro annui, qualora il reddito percepito dalla locazione si somma ad un imponibile di altri 30 mila euro.

Aggiungendolo ad un reddito di 80 mila euro il vantaggio economico sale ad oltre 3.500 euro all’anno.

Quantificando la redditività in termini percentuali, l’investimento in locali commerciali permette di ottimizzare tra l’1 e 1,5%.

Ciò è possibile grazie alla riduzione del prelievo fiscale. A Milano le zone maggiormente redditizie e situate in periferia possono garantire un rendimento che si aggira al 5% netto annuo.